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L'amore coniugale

I figli sono il prezioso frutto del Matrimonio e contribuiscono al bene stesso dei genitori. L’atto sessuale è il mezzo attraverso il quale avviene la trasmissione della vita umana. Esso è chiamato ad esprimere ed approfondire l’amore coniugale.

Vi sono vari tipi di amore: paterno, materno, filiale, fraterno, di amicizia, tra fidanzati, coniugale, ecc. L’unione sessuale – quella più intima e profonda – manifesta soltanto l’amore coniugale.

Non si tratta di un semplice sentimentalismo o d’impulso cieco e irresistibile, esposto all’instabilità della passione, ma di un affetto, eminentemente umano, che, procedendo dalla volontà – la componente più nobile della persona umana –, assume e nobilita tutte le manifestazioni dell’istinto naturale. Questo amore si orienta verso il suo oggetto, fino a comprendere il bene di tutta la persona amata. Analizziamo ora le caratteristiche dell’amore coniugale e vediamo perché solo esso abilita all’attività sessuale, a sua volta finalizzata alla procreazione.

 

1) L’amore coniugale è totale, in quanto coinvolge due persone nella loro totalità: due anime diventano un’anima sola, due cuori un cuore solo, due corpi diventano un corpo solo.

2) È definitivo: un uomo e una donna che si sono donati e accolti totalmente non possono più rinnegare questa loro reciproca appartenenza.

3) È unico ed esclusivo: la totalitarietà e la definitività dell’amore implicano anche l’unicità e l’esclusività; infatti un’esperienza “condivisa da tanti” perde il suo carattere di totalitarietà.

4) Tende alla fecondità: il figlio è l’unità degli sposi che si fa persona ed esige l’unità di coloro che, in lui, sono diventati uno.

5) Crea dal nulla la coppia e, pertanto, deve essere manifestato pubblicamente. Col Matrimonio celebrato pubblicamente, due persone singole entrano a far parte della comunità civile e religiosa in quanto coppia. E proprio in quanto coppia, avranno dei diritti e dei doveri nei confronti della comunità.

7) È un amore condividente: l’amore coniugale, che non sia vago sentimentalismo, induce i due partners a condividere tutta la vita (gioie, sofferenze, preoccupazioni, casa, figli, ecc.).

8) È un amore sacramentale. Questo vale per i cristiani, che diventano marito e moglie attraverso il sacramento del Matrimonio. Gesù benedice il loro amore, è presente nella loro famiglia, rende sacro e più stabile il loro affetto. Ogni gesto che i coniugi compiono in modo onesto è segno di quell’amore infinito che Cristo ha per la Chiesa da Lui scelta come sposa.

Molti ritengono erroneamente che sarebbe utile un periodo di convivenza prima del Matrimonio – comprendente il pieno esercizio della sessualità – per capire se uno è adatto all’altro. Nella convivenza prematrimoniale, in realtà:

1) si fa “la prova” di una persona, mentre “si possono provare” soltanto le cose (un paio di scarpe, un vestito, ecc.);

2) si vive il periodo di convivenza nella prospettiva della parzialità, donandosi “con riserva”, mentre, per sua natura, l’amore coniugale esige totalità;

3) si vive la convivenza in una prospettiva di provvisorietà, mancando una precisa volontà di vivere insieme per sempre e in ogni circostanza che la vita presenti, mentre, per sua natura, l’amore coniugale esige definitività. Ora, parzialità e provvisorietà non abilitano all’uso della sessualità, e quindi alla procreazione. Chi vuol convivere ha un atteggiamento caratterizzato da una concezione e una pratica “sperimentale” dell’amore. Ma non si può realmente amare con la riserva mentale di “stare a vedere come andranno le cose”, per trarne poi le debite conseguenze. Soltanto quando si ha un atteggiamento interiore di totalità, di esecutività e di definitività vive il Matrimonio secondo Dio. I figli sono l’effetto dell’amore totale tra i coniugi e risultano segno e richiamo di questo amore completo. 

 

Padre Angelo Fiorentino (dalla rivista IL SETTIMANALE DI PADRE PIO)

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