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Da Eva a Maria - La madre cristiana

[Estratto del capitolo III del libro: Da Eva a Maria, di P. Jean-Dominique O.P]

Gen 1, 28: “...assoggettate la terra e dominate sopra i pesci del mare e su tutti gli uccelli del cielo e sopra tutti gli animali che si muovono sopra la terra”.

Dopo il dovere dell'unione a Dio e quello della procreazione, Dio fissò una terza legge alla vita coniugale, e quindi alla donna stessa: la legge del lavoro. Non è sufficiente, infatti, mettere al mondo dei figli, bisogna nutrirli ed accudirli. A tal fine, Dio mise i minerali, le piante e gli animali al servizio dell'uomo affinché questi se ne serva per il bene dell'anima. Il lavoro, che assicura alla famiglia di che vivere, svolge quindi un ruolo importante nella vita del focolare domestico.

Qui ci si può domandare: Dio ha dato indistintamente all'uomo e alla donna il dovere del lavoro? E' conveniente che la donna debba lavorare come il marito?

Numerosi testi permettono di rispondere a questa delicata questione, ma il versetto della Genesi appena citato è già illuminante. Questo dovere del lavoro ci è infatti presentato qui immediatamente dopo quello della procreazione e in dipendenza da questo. E' quindi guardando il ruolo rispettivo dell'uomo e della donna nell'opera della vita che appaiono i loro rispettivi compiti nel lavoro della famiglia.

Mentre il padre dà la vita in quanto ne è la fonte, la madre l'accoglie, la coltiva, la sviluppa. Il suo corpo è concepito come un nido in cui la vita si schiude, dove il bimbo sarà protetto e amato, nutrito e riscaldato, dove potrà abbandonarsi in tutta sicurezza al riparo del cuore della madre. Ora, la vocazione della madre resta segnata per sempre da un inizio così bello. La missione della donna, e quindi il suo apporto al lavoro del marito, consiste nel costruire l'ambiente dove la vita si svilupperà. La sposa è, in tutta verità, regina del focolare. È qui che ha, in modo del tutto particolare, la sua zona di influenza, mettendo al servizio della vita la sua delicata sensibilità, la sua dolcezza, il suo tatto. È soprattutto in quest'ambito familiare che la donna irradia per mezzo del gusto del bello, della sua bontà rappacificante e della sua gioia. La donna agisce principalmente attraverso quell'atmosfera che crea intorno a sé, in cui le anime prendono il loro slancio.

Può accadere che la donna debba lavorare all'esterno, ma questa situazione dovrebbe essere dettata da una necessità inesorabile. Gli avvertimenti di papa Pio XII sono sempre attuali: “Intanto i figli, che Dio loro invia, come sono vigilati, custoditi, educati, istruiti? Voi li vedete, non diremo abbandonati, ma ben sovente fin da principio affidati a mani estranee, formati e guidati più da altri che dalla loro madre, che l'esercizio della sua professione ritiene da essi lontana. Qual meraviglia, se il senso della gerarchia familiare si affievolisce, e col diminuire va perdendosi?! se il governo del padre e la vigilanza della madre non arrivano a far lieta e amata la convivenza domestica?!

[…] Alla donna, Dio ha riservato le pene del parto, i travagli dell'allattamento e della prima educazione dei figli, per i quali le migliori cure di persone estranee non sarà mai che valgano tutte le affettuose sollecitudini dell'amore materno”. (Pio XII, Allocuzione agli sposi novelli, 10 settembre 1941)

Il motivo è molto semplice: il legame della donna al suo focolare non è dovuto ad una civiltà, o all'arbitrio di un tempo che non è più. Esso è intrinseco alla natura stessa delle cose e alla psicologia profonda della donna.

“Non è forse una verità antica e sempre nuova – verità radicata fin nelle stesse condizioni fisiche della vita della donna, verità inesorabilmente proclamata non solo dalle esperienze dei secoli più remoti, ma ancora da quelle più recenti dell'epoca nostra di industrie divoratrici, di rivendicazioni di uguaglianza, di gare “sportive” - che la donna fa il focolare e ne ha la cura, e l'uomo non potrà mai in ciò supplirla?

È la missione che la natura e l'unione con l'uomo le hanno imposta per il bene della stessa società. Trascinatela, attiratela fuori e lungi dalla sua famiglia con l'allettamento di una delle troppe cause che rivaleggiano per vincerla e avvincerla; voi vedrete la donna trascurare il suo focolare; senza questo fuoco l'aria della casa si raffredderà; il focolare cesserà praticamente di esistere, si tramuterà in un precario rifugio di qualche ora; il centro della vita giornaliera trasmigrerà altrove per il marito, per lei stessa, per i figli”. ( Pio XII, Allocuzione agli sposi novelli, 25 febbraio 1942)

Vorrebbe dire che la donna debba restare oziosa? La testimonianza di tante madri di famiglia che si dedicano alla loro casa, basta a rispondere di no. Il modello della donna che la Sacra Scrittura ci lascia non dà adito ad alcun dubbio:

“La donna perfetta chi sa trovarla? Ella vale assai più delle perle. A lei si affida il cuore di suo marito, e non manca di ricavarne vantaggio. Gli fa sempre del bene, mai del male, per tutto il tempo della sua vita. Ella si procura della lana e del lino, poi li lavora con le sue agili mani. È come una nave mercantile che da lontano trasporta il suo vitto. Si alza all'aurora, prepara il cibo per la sua famiglia e il lavoro per le proprie serve. Desidera un campo? Lo compra. Col frutto del suo lavoro pianta una vigna. Si cinge i fianchi con energia ed adopera la forza delle sue braccia. Gode che prosperi il suo guadagno e neppure la notte si spegne la sua luce. S'adatta al fianco la sua conocchia, e con le proprie dita gira il fuso. È caritatevole di mano con l'infelice, con la sua destra fa elemosina al povero. Non teme la neve per la sua famiglia, perché tutti i suoi hanno doppio vestito. Ella si fa delle coperte, bisso e porpora son le sue vesti. Nel luogo dei pubblici affari suo marito è tenuto in gran conto, e vi siede con gli Anziani della città. Ella prepara tele di lino e le vende, e al mercante fornisce cinture. S'adorna di energia e di grazia, e ridente va incontro al suo avvenire. Con saggezza apre la bocca, e la sua lingua dice parole di bontà. Sorveglia l'andamento della sua famiglia, e non mangia il pane della pigrizia. I suoi figli si levano e la proclamano beata, e suo marito ne tesse quest'elogio: Molte figlie hanno compiuto prodezze, ma tu le hai superate tutte quante! Inganno è la donna avvenente e un soffio la sua bellezza: ecco quello che si deve lodare, la donna timorata di Dio. Riconoscete i frutti del suo lavoro, e per le sue opere si cantino a lei pubbliche lodi” (Prov 31, 10-31).

Peraltro, si trova nel Vangelo una bellissima giustificazione del lavoro della donna in casa. La nobiltà e la portata di questa dedizione sono rese manifeste nell'impressionante profezia del giudizio finale. Alla fine dei tempi, Nostro Signore apparirà e “si assiederà sul trono della sua gloria” e dirà allora solennemente agli eletti: “Prendete possesso del mio regno preparato per voi sin dalla creazione del mondo. Perché ebbi fame e mi deste da mangiare; ebbi sete e mi deste da bere; fui pellegrino e mi albergaste; ero nudo e mi rivestiste; infermo e mi visitaste; carcerato e veniste a trovarmi” (Mt 25, 34-36). Si considerino con attenzione le attività che sono qui menzionate: far da mangiare, dissetare, ordinare la casa e preparare una stanza, cucire, badare ai malati: non sono forse queste le attività principali di una casalinga? E chi sono coloro che ne traggono principalmente beneficio? I più piccoli e i più fragili. Qual è dunque il senso profondo dell'attività di una donna in casa? “Ogni volta che voi avete fatto queste cose a uno dei più piccoli di questi miei fratelli, l'avete fatto a Me” (Mt 25, 40). La fede soprannaturale e la carità conferiscono ai lavori di casa una nobiltà e una bellezza, sconosciuta agli increduli, che costituisce l'ammirazione degli angeli.

In conclusione, il primo passaggio della Genesi che fa allusione alla donna indica le tre prime leggi della vita coniugale: il dovere della santificazione, il dovere della procreazione, ed infine il dovere del lavoro. Tuttavia, questi doveri sono qui presentati come comuni all'uomo e alla donna. Bisogna riferirsi al secondo racconto della creazione per precisare il ruolo di ciascuno nell'ambito familiare.


Da Eva a Maria - P. Jean-Dominique OP - Edizioni Piane - € 12,00

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