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Quelli che non sopportano i banchi

Nel santuario mariano della Madonna dell’Ambro nelle Marche, (Montefortino, FM) Diocesi di Fermo, custodito dai Frati Cappuccini da alcuni mesi sono stati rimossi circa la metà dei banchi. Questi sono stati sostituiti da sedie e da panche che non prevedono inginocchiatoi.  La questione essenziale stà proprio nella possibilità di inginocchiarsi.

Gesù pregava il padre inginocchiandosi. S. Francesco ci ha dato lo stesso esempio. Tale gesto da sempre è appartenuto alla preghiera della Chiesa dentro e fuori la S.ta Messa. 

L'introduzione sistematica dei banchi è certamente un fatto recente e si sviluppa a partire dal XVIII° sec. Prima dell’introduzione dei banchi nella chiesa Cattolica si stava in piedi similmente a come avviene ancor oggi nel mondo Ortodosso. 

Le sedie non sono mai appartenute allo spazio liturgico della Chiesa. 

Vi è certamente l’influenza del mondo protestante che viene però rielaborata e fusa con la tradizione dei cori. Questi esistiti sin dai primi secoli, prima nel recinto al centro della navata, poi a partire dal XII° sec. nell’abside dietro l’altare. I cori sono disposti su più file ciascuna composta da un certo numero di stalli comprensivi di inginocchiatoio. 

I banchi sono in definitiva la trasposizione per tutto il popolo del coro che era riservato ai chierici. In questa operazione di trasposizione ed adattamento ciò che contava era l’essenziale.

Ovverosia la possibilità di compiere i gesti della preghiera dello stare in piedi ed in ginocchio insieme alla possibilità di sedersi. Infatti i banchi cattolici sono diversi da quelli protestanti poichè in questi ultimi non vi è inginocchiatoio. 

L'intuizione fondamentale della nostra tradizione cattolica è stata proprio questa: attraverso i banchi consentire a tutti la possibilità di questo gesto sempre esistito nella chiesa. 

Oggi parliamo di barriere architettoniche, di diversa abilità.
Ecco, i banchi sono un mirabile esempio di superamento delle barriere architettoniche.
Non sempre si ha venti anni e si è in ottima salute per inginocchiarsi a terra. 

Con l'inginocchiatoio non vi è l'obbligo di inginocchiarsi ma tale gesto, che è preghiera del corpo, viene favorito qualora se ne senta la necessità. 

Il Sommo Pontefice proprio recentemente (Catechesi di mercoledì 27 luglio 2012) ha rinnovato l'attualità e la necessità di questo gesto che è gesto di adorazione ed ha uno speciale rapporto con il Santissimo solennemente esposto e la presenza reale nello stesso Tabernacolo. 

“La genuflessione davanti al Santissimo Sacramento o il mettersi in ginocchio nella preghiera esprimono proprio l’atteggiamento di adorazione di fronte a Dio ,anche con il corpo. 

Da qui l’importanza di compiere questo gesto non per abitudine e in fretta, ma con profonda consapevolezza. 

Quando ci inginocchiamo davanti al Signore noi confessiamo le nostra fede in Lui, riconosciamo che è Lui l’unico Signore della nostra vita.” 

Il gesto dell'inginocchiarsi verrebbe di fatto negato senza l'ausilio necessario costituito dall'inginocchiatoio posto al di sotto della spalliera del banco antistante.  Spalliera per chi è davanti, e supporto per sorreggersi per chi dietro si inginocchia.  Si dice che è per una questione di spazio.  I banchi occupano meno spazio delle sedie e delle panche perchè costringono nelle dimensioni strettamente necessarie.

Sono inamovibili dai fedeli disciplinando ordinatamente lo spazio.
I banchi inoltre sono segno di comunità e di condivisione, le sedie al contrario esaltano l’individualità. 

La Comunità Maria del Rinnovamento Carismatico Cattolico che dai primi anni settanta prega nella Chiesa di S. Angelo in Pescheria nel centro storico di Roma non ha mai avuto la esigenza di rimuovere i banchi.

Il buon amministratore trae dal suo tesoro cose vecchie e cose nuove. 

Il cattivo amministratore dilapida il tesoro.

Il santuario della Madonna dell’Ambro è un piccolo santuario mariano e le dimensioni della chiesa sono rapportate alla realtà del santuario stesso. 

Ciò che deve essere evitato è di stravolgerlo nel suo spazio liturgico-architettonico. 

Laicamente parlando certi stravolgimenti nell’uso dello spazio architettonico storico ereditato dai nostri padri sono semplicemente segno di ignoranza. 

Un ateo colto e sensibile ai valori architettonici-artistici ci darebbe a ragione degli emeriti ignoranti.
In un museo vi è un’accurata disposizione delle suppellettili, si deve osservare silenzio e compostezza.  Una chiesa storica è superiore ad un museo anche laicamente parlando, perché le opere d’arte sono nel loro contesto storico-artistico, questi valori non ci sono più nel museo. 

Vi è quindi una questione che riguarda la preghiera e poi vi è anche una questione laica di rispetto nell'uso del patrimonio artistico ereditato. 

Le due istanze convergono perfettamente. Non si può usare un monumento storico-artistico come se fosse un moderno spazio polifunzionale. 

I banchi sono parte integrante dell’evoluzione dello spazio liturgico che da un certo periodo in poi viene plasmato anche attorno ad essi. 

Chiedo che i banchi vengano ricollocati al loro posto dove sono sempre stati. I fedeli, soprattutto i diversamente abili, hanno il diritto di poter pregare inginocchiandosi quando lo desiderino. 

Rendere il gesto di inginocchiarsi come qualcosa di estraneo alla preghiera togliendo con prepotenza i banchi è gesto di arroganza e indice di superbia. 

Mancanza di rispetto per Dio e per il suo popolo.  

 

Claudio Mecozzi (messainlatino.it)

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