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Domenica di Pentecoste

S.Vangelo sec. Giovanni (14, 23-31)

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: Chiunque mi ama, osserverà la mia parola, e il Padre mio lo amerà, e verremo da lui, e faremo dimora presso di lui. Chi non mi ama, non osserva le mie parole. E la parola che udiste non è la mia, ma del Padre che mi ha mandato. Queste cose vi ho detto mentre vivevo con voi. Il Paraclito poi, lo Spirito Santo, che il Padre manderà nel nome mio, egli insegnerà a voi ogni cosa, e vi ricorderà tutto quello che ho detto a voi. Vi lascio la pace, vi dò la mia pace: ve la dò non in quel modo che la dà il mondo. Non si turbi il cuor vostro, né s'impaurisca. Avete udito che io vi ho detto: Vo e vengo a voi. Se voi mi amaste, vi rallegrereste certamente ch'io vado al Padre, perché il Padre è maggiore di me. Ve l'ho detto adesso, prima che succeda: affinché, quando ciò sia avvenuto, crediate. Non parlerò ancora molto con voi, perché viene il principe di questo mondo. Tuttavia può nulla contro di me; ma bisogna che il mondo sappia che io amo il Padre ed agisco conformemente agli ordini da Lui datimi.

 


ANALISI - dagli scritti di P. Marco M. Sales

Gesù sta parlando ai suoi undici Apostoli (Giuda Iscariota se ne era già andato per tradirLo), dopo aver mangiato l'Ultima Cena. Giuda Taddeo domanda al Maestro il motivo per cui non si manifesta al mondo. Nel Vangelo, è riportata la risposta del Signore.

Dice Gesù: Chi crede in Me e obbedisce ai Comandamenti, dà prova di amarMi, e chiunque ama Me sarà amato anche dal Padre mio, come un figlio: come se fosse un tempio, nell'anima del giusto abiteranno il Padre, il Figlio e lo Spirito Santo. Il mondo invece non Mi ama, perciò non Mi manifestoal mondo. Chi non ascolta le mie parole, fa oltraggio anche al Padre, e grande è la sua colpa. Il Padre, intimamente unito con Me, manderà lo Spirito Santo ad ultimare l'opera da Me compiuta. Lo Spirito Santo vi insegnerà ogni cosa necessaria per continuare la mia missione salvifica, e vi ricorderà tutte le mie parole.

Gesù promette ai suoi Apostoli lo Spirito Santo, e dice loro che Egli li illuminerà: gli Apostoli, infatti, durante questo discorso avevano interrotto molte volte Gesù, e ancora molte cose non erano ben chiare nelle loro menti.

Gesù promette loro la pace, ma non la pace del mondo: la pace di Gesù sta nella gioia e nella tranquillità dell'anima, che immersa nella grazia di Dio non si lascia turbare dalle tribolazioni.

Io vi dò la mia pace, la vera pace, quella cioè che consiste nell'amicizia con Dio. Il mondo dà una pace breve, instabile e falsa, che non è pace: quella che vi dò Io, è una pace vera, spirituale ed eterna. Questa mia pace deve bandire dal vostro cuore ogni turbamento ed ogni timore per la mia prossima dipartita. Se voi mi amaste, vi rallegrereste che torno al Padre, ricevendo il premio per tutte le umiliazioni e le sofferenze subite nella mia umanità e sedendo alla destra di Dio, Signore di tutte le cose. Gesù parla come Uomo: infatti, secondo l'umana natura il Padre è maggiore di Lui, e secondo questa stessa natura Gesù torna al Padre. Come Dio, invece, Gesù è uguale al Padre, ed essendo una sola cosa con Lui non può "tornare" al Padre, perché è intimamente unito a Lui.

Quando a suo tempo vedrete ciò che vi ho predetto, la vostra fede si accrescerà e sarà confermata. L'ora della separazione è vicina. Ecco che il principe di questo mondo, cioè Satana, sta venendo in persona. Gesù si riferisce a Giuda Iscariota, poiché il diavolo era entrato in lui e nei cuori degli Scribi e dei Farisei, che stavano tramando la morte di Gesù.

Il demonio, però, non ha alcun potere su di Me, perché il suo dominio si estende nei peccatori, mentre Io sono la Santità in persona. Egli dunque non potrebbe farmi nulla, se non fossi Io a darmi liberamente in mano ai suoi ministri.

Gesù acconsente a morire per dimostrare al mondo che Egli ama il Padre, e fa tutto secondo la sua volontà, obbedendo eroicamente al suo comando.


COMMENTO

Chiunque mi ama, osserverà la mia parola, e il Padre mio lo amerà, e verremo da lui, e faremo dimora presso di lui...

Se l'uomo sapesse amare, l'uomo vedrebbe, rifletterebbe, comprenderebbe. La proporzione del vedere, comprendere, riflettere, è data dal grado di amore raggiunto dall'anima. Più l'uomo si dona e abbandona all'amore per esserne avviluppato, bruciato, distrutto per essere costrutto con nuova forma, arso per ardere ed onorare con l'ardere, e santificare portando tra gli uomini l'ardore dell'immensa fornace dove la creatura si trasforma in serafino perché entra veramente in Dio, nel Tabernacolo ardente che è Dio, e più l'uomo è atto a vedere, riflettere e comprendere, perché possiede la saggezza. L'amore è saggezza. La saggezza è fonte di virtù. Non è mai disgiunto l'amore, ossia la saggezza, dalla santità. Anzi sempre è istigatore di perfezione perché spinge l'uomo ad opere feconde. E le opere feconde, costruttive, sono sempre opere d'amore. Come gradini di un'aurea scala, tali opere lo elevano sempre più verso il Cielo. Come penne che si fortificano nel volo – e ogni opera d'amore è volo verso il Cielo – tali opere si fanno sempre più vaste, più sante, più gioiose della stessa gioia che gode Dio nell'operare. L'uomo, compenetrato dall'Amore, si appropria, per così dire, dei sentimenti dell'Amore e, con l'Amore Trino ed Uno, ricrea sé stesso, redime gli altri oltre sé stesso, gioisce di creare e di redimere; e pur essendo attivo oltre misura nel suo operare nelle due forme della carità – adorazione a Dio e amore al prossimo – acquista, per l'estasi dolce, continua, e continuamente percepiente le luci sapienziali di Dio in cui è immerso, una maestà profonda, equilibrata, pacata, solenne, che è il tralucere dell'unione sovrumana col Divino. - Libro di Azaria, Maria Valtorta 

Il Paraclito poi, lo Spirito Santo, insegnerà a voi ogni cosa, e vi ricorderà tutto quello che ho detto a voi...

Gli Apostoli ebbero intera e perfetta la carica apostolica per convertire il mondo. Vi prego di misurare questa carica: prima dubbiosi, paurosi, facili a suggestioni in un senso e nell'altro; immediatamente campioni che affrontano tutti nel giorno stesso i capi del popolo, e parlano a tutto il popolo, non hanno più paura né delle beffe né di insulti né di interpretazioni né di minacce. Niente da quel giorno e poi sempre. Tutta la lettura degli Atti degli Apostoli, libro meraviglioso della luminosità divina della Chiesa, mostra questo atteggiamento ben alieno dalla paura, dal complesso di timidità, con un coraggio immenso che ha affrontato tutto. Hanno affrontato un mondo che era marcio e hanno incominciato ad affrontarlo nel Medio Oriente, che era la culla di tutto il marciume, senza paura, a fronte alta, soli, poveri, senza niente in mano per potersi cambiare gli abiti e mangiare. Con questo hanno percorso il mondo, e tutto quello che vediamo di cristiano oggi è stato loro, è la conseguenza di quello che hanno fatto loro. - Omelie per l'anno liturgico, Card. Giuseppe Siri 

Vi lascio la pace, vi dò la mia pace: ve la dò non in quel modo che la dà il mondo. Non si turbi il cuor vostro...

L'uomo è nulla da solo, ma molto con lo Spirito Santo. L'uomo è tutto terrestre e animale; non c'è che lo Spirito Santo che possa elevare la sua animae portarla in alto. Perché i santi erano così staccati dalla terra? Perché essi si lasciavano condurre dallo Spirito Santo. Quelli che si lasciano condurr da Lui hanno dei pensieri giusti. Ecco perché ci sono tanti ignoranti che ne sanno di più dei sapienti. Quando si è condotti da un Dio di forza e di luce, non si può essere ingannati. Lo Spirito Santo è luce e forza. Un cristiano che è condotto dallo Spirito Santo non fa fatica a lasciare i beni di questo mondo per correre dietro ai beni del cielo, poiché ne conosce la differenza. Un'anima che possiede lo Spirito Santo non si annoia mai alla presenza di Dio e dal suo cuore emana quasi un alito d'amore. Dallo Spirito Santo vengono i buoni pensieri nel cuore dei giusti e le parole sulla loro bocca. Quelli che lo possiedono non fanno azioni cattive, poiché tutti i suoi frutti sono buoni. Voi che, tuttavia, non siete dei grandi santi, avete pur dei momenti in cui gustate la dolcezza della preghiera e della presenza di Dio; sono le visite dello Spirito Santo. Quando Lo si possiede, il cuore si dilata e si immerge nell'amore divino. - Spirito del Curato d'Ars, Alfred Monnin 

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