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San Paolo lo aveva detto...

[Editoriale n.10 - settembre 2015]  

"Nella mente del cristiano medio (e ancor più del cattolico medio - ndr) è presente una favola bella, a base di Re magi e soavi ossimori equi e solidali. Il cristiano medio (e ancor più il cattolico medio - ndr) non ha mai letto seriamente i Vangeli e quasi ignora l'esistenza delle altre parti del Nuovo Testamento. Ha piluccato l'Antico Testamento, giungendo a ritenerlo fonte di aneddoti, allegorie e termini coloriti, più o meno come la mitologia greco-romana; ma – Dieci comandamenti a parte – non ne ha mai ben afferrato la necessità; e ritiene puramente casuale il fatto che Gesù sia nato ebreo, causando la bizzarra coalescenza di antico e Nuovo Testamento. […] Data la complessità delle Sacre scritture – mai accompagnate, specie nei dettagli più delicati, da commenti adeguati – il cristiano medio (e ancor più il cattolico medio - ndr) si è costruito una sua “fede”, consistente nel sorvolare su tali dettagli. Egli crede, quindi, nella sua favola bella, e tanto gli basta. È perfino un po' irritato da apparizioni, sindoni e miracoli, perché ritiene che per credere non ve ne sia alcun bisogno". (1)

Non rimane perciò difficile capire che più le menti sono superficiali, vuote di spiritualità e rivolte esclusivamente al mondo, più risulta facile incantarle con una dottrina all'acqua di rose che faccia del sentimentalismo spiccio e di una pratica religiosa senza troppe pretese il mantra da seguire. È la religione drogata di falsità ed eresie che costantemente viene loro proposta e che in molti casi viene accettata perché l'unica che questi tali agognano: una religione che metta l'uomo al centro di tutto e che non preveda un Dio che gli comporti scocciature, una religione che proponga la dottrina del “fai quello che ti pare” con la coscienza soffocata e non stimolata da una vita da spendere per una conquista, per un Luogo da raggiungere perché, per dirla tutta, che ne sappiamo della dimensione eterna che ci attenderebbe dopo la morte?

E ognuno va con i suoi simili: cattolici del genere non possono che farsi burattini e adulatori di sacerdoti della stessa risma. Pastori che alla stessa stregua si sono fatti ammaliare dal mondo e, tradendo il loro mandato divino, prestano la propria vita a diffondere quella falsa dottrina che come un cancro nascosto sta divorando l'anima di chiunque gli presti ascolto. Ciò accade per mezzo di una spudorata menzogna: spacciare come cattolica una dottrina che in realtà è il frutto marcio di una nuova religione dagli influssi protestanti che attira a sé quanti hanno deciso di fare dell'apparenza il loro sistema di vita.

Una conseguenza evidente di questo declino dell'animo umano provocato dalla rimozione del divino (perché di questo si tratta), per il filosofo Roger Scruton, è l’idea sempre più dominante secondo la quale «le neuroscienze ora devono rimpiazzare la filosofia come la vera capacità di spiegare la mente umana». Peccato che «nessun tentativo di rintracciare il soggetto nel mondo degli oggetti potrà mai avere successo». Infatti «il nostro mondo conteneva molte aperture al trascendente, che sono state ostruite dal ciarpame. Alcuni diranno che non importa, che l’umanità ne ha abbastanza dei misteri religiosi e dei loro ben noti pericoli. L’uomo postmoderno negherà che il suo disagio abbia un significato religioso. Ma penso che egli sia in errore». (2)

Sant'Agostino scriveva: “Inquieto è il mio cuore finché non riposa in Te” (3) ma chi presta più ascolto a questa verità? D'altronde San Paolo, scrivendo a Timòteo, già sapeva: “Verrà giorno, infatti, in cui non si sopporterà più la sana dottrina, ma, per il prurito di udire qualcosa, gli uomini si circonderanno di maestri secondo le proprie voglie, rifiutando di dare ascolto alla verità per volgersi alle favole”. (4) ...Ma avranno la pretesa di chiamarsi cattolici. 

La Redazione

 


1 - Prof. Adriano Orefice - lacrimae-rerum.it

2 – Roger Scruton, intervista concessa ad Avvenire

3 – Sant'agostino - Le Confessioni

4 - 2Tim 4:3-4

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