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In difesa della Fede e della Tradizione

[Editoriale n.6 - Novembre 2014]

Facciamo presente che per la Corsia Ubi Petrus ibi Ecclesia rappresenta un punto fermo, con ciò ad indicare che, pur non essendo affetti da papismo, la vera Chiesa di Cristo è quella apostolica romana, con al Suo vertice UN Papa che ci si aspetta faccia IL Papa, cioè il Vicario di Cristo.

Precisiamo inoltre che la Corsia dei Servi non è un'associazione facente parte della Fraternità Sacerdotale San Pio X (i cui molti sacerdoti sono peraltro da noi stimati).

Parimenti, la Corsia dei Servi non ha nulla a che fare col sedevacantismo. 

Lo stesso dicasi di corsiadeiservi.it, organo della Corsia.

Il fatto poi di definirci “lefebvriani” (o “cripto-lefebvriani” che dir si voglia) per il solo fatto di difendere e promuovere la Messa in rito antico (l'unica Messa che dovrebbe avere diritto di cittadinanza nella Chiesa cattolica, mentre invece si assiste all'esatto contrario dal momento che su di Essa si riversa un odio che ha dell'incredibile se si pensa proveniente dalla maggior parte di prelati e vescovi tutti dediti ad annientarla!) rappresenta per noi un vanto dal momento che mons. Lefebvre è stato un uomo santo, un vescovo che ha compiuto il suo dovere di pastore, costi quel che costi: ergersi a difensore e custode della Verità, della Tradizione, della S. Messa “di sempre”. Punto.

Tutto il resto è aria fritta e non ce ne importa un fico secco se questa nostra posizione viene considerata rigida, medievale, bigotta o chi più ne ha più ne metta. L'ambiguità non ci appartiene e la lasciamo volentieri al clero di Giuda, i cui gesti e i cui reiterati tentativi (in nome di una falsa pastorale cattolica) di sovvertire e modificare la Liturgia e la Dottrina, piegandole alle esigenze mondane o ai vergognosi pruriti di una società sempre più depravata, rappresentano la conferma evidente che oggi non ha più senso parlare di tradizionalisti e progressisti perchè siamo ben al di là di tale discussione: in questi tempi è in pericolo la vera e autentica cattolicità, cioè la Fede.

Diremo di più: consideriamo il Concilio Vaticano II una vera sciagura per la Chiesa cattolica; una sciagura forse dolorosamente necessaria quale unico mezzo per fare chiarezza, smascherando ciò che si cela nel cuore di chi pur definendosi fedele, sacerdote, vescovo, cardinale...cattolico, è dedito a protestantizzare tutto e tutti piuttosto che a confermare la vera e unica Fede.

A tal proposito riproponiamo estratti dell'editoriale (ottobre 2012) di Radicati nella Fede lasciando alla meditazione di ciascun lettore queste sacrosante parole. 

Per la salvezza eterna dell'uomo, di ogni uomo, e non per renderlo cosciente di una salvezza già avvenuta: per questo c'è la Chiesa.  

La differenza sta tutta qui. Ormai il Cattolicesimo in mezzo a noi ha preso un'altra forma, questo fatto è sotto gli occhi di tutti. La preoccupazione non è più la salvezza delle anime. Chi frequenta ancora le chiese, difficilmente sentirà predicare questo che è il cuore del cristianesimo: Nostro Signore Gesù Cristo è l'unico Redentore, occorre pentirsi e cambiare vita, essere battezzati e accostarsi ai sacramenti, occorre vivere in grazia di Dio per la salvezza dell'anima nostra. No, di tutto questo non si parla più. [...]  

Perché tutto questo? Semplicemente perché dopo il Concilio si è di fatto prodotta una mutazione della fede cattolica, i cui tragici frutti cogliamo pienamente in questi tempi.  

Hanno in testa molti, troppi, quasi tutti, che la salvezza delle anime è già avvenuta, e che ora bisogna solo rendere coscienti gli uomini di questo dono dall'alto. È una Chiesa, questa, che ha spostato tutto sull'umano, sull'antropologia, sul benessere della persona, sulla ricerca della felicità.  

Ma questo è ancora Cristianesimo? Gesù non è venuto perché senza di Lui non possiamo salvarci? Non è morto in Croce per liberarci dal potere del Demonio e per riaprirci il Paradiso? Non ha comandato ai suoi discepoli di predicare il Vangelo sino agli estremi confini della terra e di battezzare?: “Chi crederà e sarà battezzato sarà salvo, chi non crederà sarà condannato” ...non è scritto così?  

[…]  Se lo scopo è rendere migliore, più cosciente la vita di quaggiù, e non la salvezza eterna, siamo di fronte ad una modificazione profonda del Cristianesimo, siamo di fronte ad una nuova religione, che non è più quella di Nostro Signore Gesù Cristo. Siamo di fronte alla religione dell'uomo, e non alla religione di Dio.  

Un grande sacerdote santo, il Père Emmanuel Andrè, chiamava tutto questo “Naturalismo”: tutto è ridotto alla natura, all'uomo. È il più grande e devastante cancro del Cattolicesimo. E lo stesso Pére Emmanuel diceva che occorre, di fronte a questo male, essere “uomini di Dio, uomini di reazione”: entrambe le cose... di Dio e di reazione. Sì: occorre pregare e reagire, dire basta!, non avere più a che fare con coloro che stanno affossando la Chiesa e la fede Cattolica.  

Sono nostri pastori coloro che custodiscono il cattolicesimo, non coloro che lo svendono trasformandolo in antropologia religiosa per entrare nei salotti culturali di questa stanca società occidentale. Come fare per sapere se i pastori sono degni di essere ascoltati e seguiti? È semplice: se parlano ancora della salvezza eterna, se parlano dei Novissimi: Morte, Giudizio, Inferno, Paradiso. Se nel loro parlare tutto questo non compare mai, diffidate, hanno già cambiato la fede.

La Redazione

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