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Lo hanno detronizzato

Dove andiamo? Quale sarà il termine di tutti gli sconvolgimenti attuali? Non si tratta tanto di guerre, di catastrofi atomiche o ecologiche, ma soprattutto della rivoluzione all'esterno e all'interno della Chiesa, insomma dell'apostasia che conquista popoli interi un tempo cattolici e anche la gerarchia della Chiesa fino al suo vertice.

Roma sembra piombata in un totale ottenebramento, la Roma di sempre è ridotta al silenzio, paralizzata dall'altra Roma, la Roma liberale che la occupa.

Le fonti della grazia e della fede divine si inaridiscono e le vene della Chiesa assimilano ovunque in lei il veleno mortale del naturalismo.

È impossibile comprendere questa crisi profonda senza tener conto dell'avvenimento fondamentale di questo secolo: il secondo concilio del Vaticano.

I mie sentimenti a suo riguardo sono sufficientemente noti, credo, perché io possa esprimere di primo acchito il nocciolo del mio pensiero: senza rigettare in blocco questo concilio, penso che sia il più grande disastro di questo secolo e di tutti i secoli passati, sin dalla fondazione della Chiesa. In questo, io non faccio che giudicarlo dai suoi frutti, utilizzando il criterio che ci ha dato Nostro Signore (Mt 7,16).

[…] Se l'epoca postconciliare è dominata dalla rivoluzione nella Chiesa, non è semplicemente perché il Concilio stesso ve l'ha introdotta? “Il Concilio è il 1789 nella Chiesa”, dichiarò il cardinale Suenens. […] Cosa fu difatti, essenzialmente, la Rivoluzione dell' 89? Fu il naturalismo e il soggettivismo del protestantesimo, ridotti a norme giuridiche e imposte ad una società ancora cattolica. Da qui la proclamazione dei diritti dell'uomo senza Dio, da qui l'esaltazione della soggettività di ciascuno a spese della verità oggettiva, da qui l'aver messo sullo stesso piano tutte le “fedi” religiose dinanzi al Diritto, da qui infine l'organizzazione della società senza Dio, al di fuori di Nostro Signore Gesù Cristo.

Una sola parola designa questa teoria mostruosa: il LIBERALISMO.

Ahimè, è qui che noi giungiamo al “mistero d'iniquità” (2 Ts 2,7): all'indomani della Rivoluzione, il demonio fece sorgere all'interno della Chiesa uomini colmi dello spirito d'orgoglio e di novità, che si atteggiavano a riformatori ispirati, e che, vaneggiando di riconciliare la Chiesa con il liberalismo, tentarono di realizzare un'unione adultera fra la Chiesa e i princìpi della Rivoluzione!

Come in effetti conciliare Nostro Signore Gesù Cristo con un ammasso di errori così diametralmente opposti alla sua Grazia, alla sua Verità, alla sua Divinità, alla sua Regalità universale?

No, i Papi non si sbagliarono quando, fondati sulla Tradizione e muniti a tal titolo dell'assistenza dello Spirito Santo, condannarono in forza della loro autorità suprema e con una continuità degna di nota il grande tradimento cattolico liberale. Allora, come è riuscita la setta liberale a imporre le sue opinioni in un concilio ecumenico? In che modo l'unione contro natura fra la Chiesa (o, piuttosto, uomini di Chiesa, o l'apparato esteriore della Chiesa) e la Rivoluzione ha partorito il mostro i cui deliri riempiono adesso di orrore anche i suoi più caldi sostenitori? È a tali domande che io mi sforzo di rispondere in queste conversazioni sul liberalismo, mostrando come, una volta penetrato nella Chiesa, il veleno del liberalismo la conduca per una conseguenza naturale all'apostasia

Mons.Marcel Lefebvre

 

 

(LO HANNO DETRONIZZATO. DAL LIBERALISMO ALL'APOSTASIA – Mons.Marcel Lefebvre - Edizioni Amicizia Cristiana - €18,00) 

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