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La Santa Eucarestia

La Santa Eucarestia ha due sensi: Il Santissimo Sacramento dell'Altare e la Santa Messa. Nel primo senso la Santa Eucarestia è considerata in Sé Stessa, nel secondo senso è considerata in quanto viene offerta.

I Il Santissimo Sacramento dell'Altare

La Santa Eucarestia considerata in Sé Stessa è nient'altro che nostro Signore Gesù Cristo Stesso sotto l'apparenza di pane e vino. Questo è il dogma della Presenza Reale definito nel sacro concilio di Trento con le parole seguenti: “Se qualcuno negasse che nel Santissimo Sacramento dell'Eucarestia è contenuto veramente, realmente, e sostanzialmente il Corpo e Sangue assieme all'Anima e alla Divinità di nostro Signore Gesù Cristo, e dunque il Cristo Totale, ma dicesse che esso è solo come segno, figura o virtù, Anathema Sit' (Trento S. XIII Canone I).

Al centro della Santa Messa sta la Consacrazione o “Transustanziazione”. Il sacerdote pronuncia parole sul pane e sul vino che li trasformano nel Corpo e nel Sangue di Gesù Cristo, così che il nostro Signore Gesù Cristo è reso presente realmente sull'Altare. Prima della Consacrazione c'è pane e vino; dopo la Consacrazione c'è Gesù Cristo: Corpo, Sangue, Anima, e Divinità. Il pane e il vino non esistono più, ma Gesù Cristo Solo, e la sola apparenza del pane e vino. Gli accidenti (o qualità: grandezza, estensione, peso, forma, colore, gusto, odore) esistono senza soggetto, senza sostanza, tramite un miracolo di Dio. Non esistono né nel pane, né nel vino, non esistono neanche in Gesù Cristo, ma esistono senza soggetto, senza sostanza. L'unica sostanza che esiste è Gesù Cristo Stesso sotto la loro apparenza.

Questo dogma della Chiesa si basa soprattutto su due passi del Nuovo Testamento. Il primo è il discorso eucaristico del Signore nel sesto capitolo del Vangelo di San Giovanni, di cui citeremo solo la frase seguente: “Io sono il pane vivo, disceso dal cielo. Se uno mangia da questo pane vivrà in eterno e il pane che io darò è la mia carne per la vita del mondo”.

Il secondo passo, o piuttosto serie di passi, sulla Presenza Reale consiste nelle parole di Consacrazione riportate nei vangeli di San Matteo, San Marco, San Luca, e nella prima Epistola di San Paolo ai Corinzi.

II La Santa Messa

Il sacro concilio di Trento ha stabilito infallibilmente e definitivamente il dogma eucaristico cattolico. Ne citeremo tre estratti:

1. Se qualcuno dice che nella Messa non venga offerto a Dio un sacrificio vero e proprio, Anathema sit. (S. XXII Can. 1)

2. Infatti è una sola e medesima vittima, e Colui Che ora offre il sacrificio per il ministero dei sacerdoti è Quello Stesso Che Si offrì allora sulla croce, essendo differente soltanto la maniera di offrire. (S. XXII Cap. 2)

3. Nostro Signore Gesù Cristo istituì questo sacramento affinché quel sacrificio cruento, che doveva essere compiuto una volta in croce, fosse reso presente; il suo ricordo rimanesse fino alla fine del tempo, e la sua potenza salvifica fosse applicata per la remissione dei peccati che vengono commessi da noi quotidianamente. (S. XXII Cap.1)

In sintesi, la santa Messa è il Sacrificio del Calvario perché nostro Signore Gesù Cristo è il sacerdote e la vittima nella Santa Messa come lo è sul monte Calvario. Il rapporto tra il sacrificio del Calvario ed il sacrificio della Santa Messa è che il sacrificio del Calvario viene reso presente, ricordato, ed il suo frutto applicato, nel santo sacrificio della Messa.

Il mistero della santa Messa si può esprimere in questo modo: nostro Signore Gesù Cristo, per mezzo delle parole del celebrante, nasce e poi muore sull'altare per la salvezza degli uomini.

Il celebrante, in virtù del suo sacerdozio sacramentale (non quello battesimale che ha in comune con tutti i battezzati) rende presente sull'altare, accompagnato da schiere innumerevoli di spiriti celesti, nostro Signore Gesù Cristo Stesso.

Quanto al suo modo di venire, l'interpretazione dei Tomisti e di Suarez (che corrisponde alla maniera di espressione dei Padri della Chiesa e delle liturgie antiche) è che lo stesso corpo che fu generato prima dalla beatissima Vergine Maria a Betlemme, viene generato di nuovo tramite una nuova operazione di Dio dalla sostanza del pane e del vino.

Dopo essere nato sull'altare, quindi, muore su di esso, immolandoSi al Suo Padre Eterno “tutto imporporato del suo Preziossisimo Sangue”, nella parola di San Giovanni Crisostomo.

Quanto al Suo modo di morire sull'altare, l'opinione comune dei teologi, condivisa anche da San Tommaso d'Aquino, è che la Sua morte consiste nella doppia consacrazione, che separa il Suo Corpo e il Suo Sangue nell'ordine sacramentale, come furono separati nell'ordine naturale al momento della Sua morte in Croce.

Questi misteri insondabili della nostra Fede, che avvengono davanti agli occhi della nostra anima nella Santa Messa, che avvengono non solo in questa ora bensì in ogni ora di ogni giorno e ogni notte (in qualche santa Messa in qualche parte del mondo), sono, per così dire, una prolungazione di quell'atto che è l'atto più grande che sia mai successo su questa terra: il sacrificio di Dio a Dio sul monte Calvario per amore dell'uomo, il Suo servo infedele.

Tramite questi misteri, Dio applica a tutti gli uomini e agli angeli, alla Chiesa universale, a coloro per cui la Santa Messa viene celebrata, e per gli assistenti, le Grazie infinite che ha guadagnate sul monte Calvario: le applica per assistere gli uomini su questa terra nella loro lotta contro i poteri delle tenebre, per avvicinare le anime sofferenti in Purgatorio alla loro Patria celeste, per inondare di delizie gli abitanti del Paradiso celeste: le applica, in sintesi, per elargire le Grazie della Sua misericordia infinita su tutti: affinché possano godere, e godere più abbondantemente, della Sua propria beatitudine in Cielo per tutta l'eternità. Amen.

 

Padre Konrad Zu Loewenstein 

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