Home / Rubriche / Gli essenziali: libri che non possono mancare nella biblioteca personale del buon cattolico / Vita di Gesù Cristo

Vita di Gesù Cristo

[Dalla prefazione] La prima vaga idea di scrivere questo libro mi venne molti anni fa in circostanze straordinarie. Ero stato trasportato in un ospedaletto da campo, che stava rimpiattato sotto un bosco d'abeti in un vallone delle Alpi: per qualche tempo rimasi là tra la vita e la morte, più vicino a questa che a quella; notte e giorno il vallone rintronava dello schianto delle granate, attorno a me gridavano feriti e rantolavano moribondi, il lezzo delle cancrene che ammorbava Varia sembrava un preannunzio del cimitero. Aspettando la mia sorte a un certo momento pensai che, se fossi sopravvissuto, avrei potuto scrivere una Vita di Gesù Cristo; il vangelo di lui, infatti, stava là sul mio pagliericcio, e le sue pagine ove le macchie di sangue si erano sovrapposte a guisa di rubriche alle lettere greche mi parevano un simbolico intreccio di vita e di morte.

Guarito che fui e tornato alla vita normale, quell'idea della Vita di Gesù Cristo invece di attirarmi mi sgomentava, e ogni volta che vi ripensavo ne avevo sempre più paura: eppure non solo non mi abbandonava giammai, ma piuttosto diventava per il mio spirito una specie di necessità. Come si fa istintivamente di fronte alle necessità paurose, cominciai con girarle dattorno, quasi per illudere me stesso: mi detti a pubblicare studi su testi ebraici e siriaci, quindi una Storia d'Israele e poi ancora la Guerra giudaica di Flavio Giuseppe, ma la vera roccaforte restava ancora là intatta nel bel mezzod ei miei giri, risparmiata dalla mia paura. Ben poco mi scossero esortazioni d'amici e inviti d'autorevolissime persone: risposi immutabilmente per molti anni che le mie forze non reggevano davanti a una Vita di Gesù Cristo.

Invece più tardi, contro ogni previsione, ho ceduto. Ma ciò è avvenuto appunto perché l'agonia dell'ospedaletto da campo, dopo tanti anni, si è rinnovata e in circostanze assai peggiori: quando cioè vidi che la tempesta di una nuova guerra s'addensava sull'umanità, e che l'Europa secondo ogni più facile previsione sarebbe stata nuovamente allagata di sangue, allora mi parve che non la mia persona ma tutta intera l'umanità, quella cosiddetta civile, giacesse moribonda con un vangelo macchiato di sangue sul suo pagliericcio.

Quest'immagine divenne allora così imperiosa su di me che fui costretto a obbedire: essendo tornato il sangue sul mondo, bisognava pure che tornasse il vangelo. E così il presente libro è stato scritto mentre l'Europa era in preda alla guerra, ossia a ciò ch'è la negazione più integrale del vangelo.

Se faccio queste confidenze al lettore non è per parlare della mia insignificante persona: è invece per avvertire in quale stato d'animo è stato scritto questo libro. La quale avvertenza è, a parer mio, importantissima per giudicare ogni biografia di Gesù: il lettore che avrà la pazienza di scorrere l'ultimo capitolo dell'Introduzione si convincerà facilmente che le biografie di Gesù scritte dallo Strauss, dal Renan, dal Loisy e da tanti altri ricevettero le loro particolari coloriture soprattutto dallo stato d'animo del rispettivo autore. Altrettanto è avvenuto a me — e lo confesso onestamente — giacché lo stato d'animo con cui ho scritto è stato quello di uscire dal presente e raccogliermi nel passato, uscire dal sangue e raccogliermi nel vangelo. Ma appunto per questa ragione ho voluto fare opera esclusivamente storico-documentaria: ho ricercato cioè il fatto antico e non la teoria moderna, la sodezza del documento e non la friabilità d'una sua interpretazione in voga; ho perfino osato imitare la nota «impassibilità» degli evangelisti canonici, i quali non hanno né una esclamazione di letizia quando Gesù nasce né un accento di lamento quando egli muore. Ho mirato, dunque, a far opera di critica.

 

(⇒VITA DI GESU? CRISTO - Giuseppe Ricciotti - Mondadori - €14,00) 

Share |