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Il Matrimonio. Epilogo: lo spirito del mondo (terza e ultima parte)

Avendo presentato in breve sintesi alcuni elementi della visione che la Chiesa ha del Matrimonio, sia dal punto di vista della ragione sia da quello della Fede, vogliamo svolgere adesso una breve trattazione sulla visione che ne ha il Mondo. Mentre la Chiesa guarda al Matrimonio come realtà basilare e irriducibile, il Mondo guarda alla sessualità in quanto tale. Il Mondo non si interessa al Matrimonio: ignora la sua finalità primaria che è la procreazione; ignora la sua finalità secondaria che è l’amore sponsale, se non in quanto si esprime con la sessualità. Ciò a cui il Mondo si interessa è dunque la sessualità, i suoi desideri e i suoi sentimenti, le sue emozioni e le sue azioni, da solo o con altri, indiscriminatamente secondo i dettami dei sensi. Tra queste azioni, il Mondo ha preferenza per il rapporto extraconiugale tra l’uomo e la donna, cioè il rapporto di amore sensuale, dove tipicamente per motivi di prudenza carnale i figli sono esclusi mediante la contraccezione o l’aborto. Se, invece, i figli sono desiderati, ogni metodo artificiale per generarli viene ritenuto lecito. Tre slogan del Mondo sono: “Dio mi ha fatto così”, “l’amore parla per se stesso” e “non faccio male a nessuno”.

Questa è dunque la visione del figlio del Mondo: una visione di libertà e di piacere, una visione del fac quod vis, in una parola dell’edonismo. Dentro questo edonismo si possono distinguere due estremi: l’egoismo e l’umanesimo. L’egoista va in cerca dello sfogo senza tener conto dell’altro. L’umanista, invece, ha un certo rispetto per se stesso e per l’altro: evita l’aborto, almeno quello tardivo; cerca rapporti di più lunga durata che corrispondono ad emozioni più profonde cui preferisce dare la forma di Matrimonio civile ed eventualmente sciogliere tramite il divorzio civile; ha l’ideale della decenza, della pace dell’anima, e della ‘felicità’ che intende come può.

Ci sono tre obiezioni principali contro la visione del Mondo, che sono le tre obiezioni principali contro l’edonismo: essa è 1.) irreale; 2.) superficiale; 3.) incoerente.

1. Irrealismo - La visione del Mondo è irreale nel senso che non si rapporta all’ordine oggettivo rivelato dalla ragione e dalla Fede. Quest’ordine, che abbiamo esposto sopra, può essere sintetizzato in modo assai breve. La ragione rivela un ordine oggettivo: un universo di cose che hanno un senso e un fine. Seguono una legge che è la legge creata da Dio. Secondo questa legge, la facoltà sessuale è creata per la procreazione come l’occhio per la visione. La procreazione ha come conseguenza naturale, e dunque voluta da Dio, la famiglia e la conservazione del genere umano. La procreazione, in quanto voluta da Dio, è un bene; in quanto è un bene, viene accompagnato dal piacere, anzi da un gran piacere, perché è un gran bene, essendo ordinato alla conservazione del genere umano. Abusare di un gran bene è un gran male. La Fede rivela altri aspetti di quest’ordine oggettivo: per prima cosa che la natura umana è disturbata e disordinata dal Peccato originale, così che le emozioni sono difficili da controllare. Questa condizione non è creata da Dio, come pretende il Mondo, che dice ‘Dio mi ha fatto così’. La Fede rivela poi che il Matrimonio è un vincolo indissolubile e per i battezzati è segno dell’unione di Cristo alla Sua Chiesa. Il figlio del Mondo, per contrasto, ignora l’ordine oggettivo. Per lui l’universo e la propria vita non hanno senso: hanno senso solo i suoi sentimenti e le sue emozioni. L’amore parla per se stesso: attira ad una persona, appassisce, e poi attira ad un’altra. La vita è agro dolce: la si vive come si può.

Le altre due obiezioni all’impostazione del Mondo sono la sua superficialità e la sua incoerenza. Sono aspetti del suo irrealismo, perché, se una visione è staccata dalla realtà, non può possedere nessun fondamento in re. E se non possiede un fondamento in re, non ha né profondità né alcun principio interno di coerenza.

2. Superficialità - Il figlio del Mondo non agisce secondo i principi oggettivi che derivano dall’ordine oggettivo, bensì secondo sentimenti ed emozioni, che solo hanno senso per lui, come abbiamo appena detto. Per lui la realtà non è oggettiva, bensì soggettiva. Tratta la persona - propria o altrui - solo come oggetto del piacere (nel caso dell’edonismo egoista) o al massimo della felicità (nel caso dell’edonismo umanista). L’edonismo egoista si manifesta chiaramente nei media, che ci presentano un nuovo pantheon di dei pagani, cosmeticamente perfetti, da consumare o da cui venir consumati, in una vera consumazione del consumismo. Come modello tipico della virilità propongono il machismo, e come modello della femminilità l’essere oggetto del machismo. Il Mondo indulge, cerca la soluzione facile ed immediata: lo zucchero senza la medicina. Dietro giace l’immaturità, il rifiuto di controllarsi e di assumersi responsabilità. Il machista pretende di essere forte e accusa il vergine di essere debole, ma sotto la sua maschera di bravura si nasconde la debolezza: la cedevolezza e la mollezza che per l’uomo equivale all’effeminatezza. La visione del Mondo è superficiale: non è seria, non è degna di un uomo. Di fatti nell’ultima analisi è una visione dell’uomo come animale, perché l’animale è l’essere motivato solo da istinti e piacere.

3. Incoerenza - La visione del Mondo è logicamente incoerente, per due motivi. Il primo motivo è che il Mondo cerca di separare il piacere e la felicità dall’ordine oggettivo, dal Vero e dal Bene oggettivi, che costituiscono la loro unica autentica sorgente. Il figlio del Mondo non può dunque raggiungere la vera felicità. I suoi desideri terreni difatti, usurpando il suo desiderio esistenziale per Dio, assumono una certa infinità, tormentandolo senza tregua e senza la possibilità di soddisfazione. Inoltre, nei momenti di lucidità, se e quando raggiunge la maturità o la vecchiaia, soffre di una coscienza inquieta, di un senso di colpa e di vergogna, di tristezza e persino di disperazione quando riflette su ciò che ha fatto da solo o con altrui e sull’influenza malsana che ha esercitato su di altri quando diceva: “Non faccio male a nessuno” nei giorni spensierati della sua giovinezza. «Sofferenza e infelicità nelle loro vie, e la via della pace non hanno conosciuta» (Sal 13,3). L’incoerenza della visione del Mondo si manifesta in particolar modo nel campo dell’aborto. Questo peccato è una fonte profonda di sofferenza: fisica, psichica, e spirituale, anzitutto per la madre spingendola non di rado verso il suicidio ma soprattutto per l’infante affogato, avvelenato, decapitato, o mutilato nel suo grembo. L’edonista non può giustificare l’aborto pretendendo che l’infante non senta dolore (almeno all’inizio della gravidanza) poiché è logicamente impossibile accedere al mondo interno altrui. Il secondo motivo per cui la visione del figlio del Mondo è incoerente sta nel fatto che si basa su un errore. Esso consiste in questo che il mondo presente, da cui trae il suo stesso nome, è l’unico mondo, di cui si deve dunque godere come si può: «La nostra esistenza è il passare di un’ombra e non c’è ritorno alla nostra morte […] Su, godiamoci i beni presenti, facciamo uso delle creature con ardore giovanile […] non lasciamoci sfuggire il fiore della primavera» (Sap.2.1-9). Il figlio del Mondo non riconosce che c’è un altro mondo, il mondo della vera ed eterna felicità; non comprende che il mondo presente è il luogo di preparazione per esso tramite una vita buona ed onesta; e che chi vive diversamente perderà la felicità eterna, mutandola con la sofferenza eterna.

La visione della Chiesa, invece, come l’abbiamo brevemente schizzata in questo saggio, è altra. Essa rispetta l’ordine oggettivo, sia della ragione sia della Fede: è una visione realista, profonda, e coerente. La vita viene intesa come una battaglia tra il bene e il male, come una sfida al coraggio e alla responsabilità. Questa battaglia richiede soprattutto la pratica dell’umiltà, perché il casto è umile, come il figlio del Mondo è superbo: il figlio del Mondo assolutizza i suoi desideri, si fa maestro della legge morale, e si impone sugli altri; il casto invece modera i suoi desideri, si sottomette alla legge morale, e rispetta gli altri. Chi intraprende questa battaglia con determinazione avrà la pace e la più grande felicità che sia possibile quaggiù: questa è la testimonianza di tutti i santi e di moltitudini di fedeli dall’inizio della Cristianità fino ad oggi. E chi vincerà la battaglia erediterà la beatitudine del Paradiso. In questa visione, il modello della mascolinità è l’uomo virtuoso, come è già manifesto nella parola ‘virtù’ che deriva dal latino vir ‘uomo’. Le virtù in questione sono soprattutto il coraggio, la fortezza, la perseveranza, e la responsabilità: per sé, ma anche per la sua famiglia, se è sposato. Il modello della femminilità, invece, è la vergine e la madre. Il modello per eccellenza di ogni persona - come anche per ogni perfezione umana - è Nostro Signore Gesù Cristo; dopo di Lui, modello più insigne è la Sua Beatissima Madre. Costei è in particolare modello eccellente della donna, riunendo in sé le sue due glorie: la verginità e la maternità.

Dunque chi vive nel peccato si converta e torni alla casa del Padre; chi ha vissuto nel peccato ma si è convertito, perseveri nel bene in ispirito di profonda compunzione; e chi ha mantenuto fino ad oggi la verginità, sappia che consacrandola a Dio con un voto o una promessa solenne per darsi completamente a Lui con cuore indiviso, condurrà una vita che è un segno dell’unione di Cristo alla Sua Chiesa ancora più chiaro rispetto al Matrimonio. Acquisterà così una bellezza spirituale più luminosa di tutte le bellezze di questo mondo “come il giglio del campo - dice san Bernardo - a cui Salomone con tutta la sua gloria non era paragonabile – il giglio del campo, col capo chino alla terra nella sua umiltà”.

 

Padre Konrad Zu Loewenstein

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