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Lupi e falsi profeti

Guardatevi dai falsi profeti che vengono a voi in veste di pecore ma dentro sono lupi rapaci. Dai loro frutti li riconoscerete (Mt7, 15-16). 

Questa sezione è stata ideata con la finalità di smascherare quei lupi travestiti da agnelli, soprattutto coloro che, pur definendosi cattolici, a causa di una deriva progressista e modernista, intendono la fede come un insieme di norme che devono conformarsi alle proprie esigenze egoistiche e mondane, con una Chiesa ridotta ad una sorta di comune istituzione semplicemente umana.

Come non ricordare le parole di Papa Paolo VI, pronunciate nel 1977 a Jean Guitton: “C’è un grande turbamento in questo momento nel mondo e nella Chiesa, e ciò che è in questione è la fede. Quando il Figlio dell’uomo verrà, troverà ancora la fede sulla terra? Capita che escano dei libri in cui la fede è in ritirata su punti importanti, che gli episcopati tacciano, che non si trovino strani questi libri. Questo, secondo Me, è strano.[…] Ciò che mi colpisce, quando considero il mondo cattolico, è che all’interno del cattolicesimo sembra talvolta predominare un pensiero di tipo non-cattolico, e può avvenire che questo pensiero non cattolico all’interno del cattolicesimo diventi domani il più forte. Ma esso non rappresenterà mai il pensiero della Chiesa. Bisogna che sussista un piccolo gregge, per quanto piccolo esso sia”.

L'ammissione del Papa era dunque anche rivolta allo stesso mondo interno della Chiesa (quindi a tutti quei sacerdoti e religiosi che hanno tradito la fede e la ragione, abbracciando le eresie più disparate e rendendosi complici del Nemico nel condurre il gregge nel precipizio invece che verso la salvezza), affermando di avere la sensazione che “da qualche fessura sia entrato il fumo di satana nel tempio di Dio”. Infatti, “anche nella Chiesa regna questo stato di incertezza. Si credeva che dopo il Concilio (Vaticano II- ndr) sarebbe venuta una giornata di sole per la storia della Chiesa. È venuta invece una giornata di nuvole, di tempesta, di buio, di ricerca, di incertezza […]”.

Il riferimento è al ’68 (definito anche da Papa Benedetto XVI come un periodo altamente e gravemente diseducativo), periodo di sbandamento e autodemolizione della Chiesa, caratterizzato da una forte confusione dottrinale, in cui il progressismo ha preso il sopravvento e ha iniziato a dettar legge sradicando dalla Chiesa il suo vero e illuminante Spirito.

 

La Redazione 

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