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L'amore e il viaggio del cuore

Amare (ed essere amati) è la cosa più bella che esista perché significa imbarcarsi in un vero e proprio viaggio del cuore.

L’inizio di questo itinerario è costituito da una scoperta, una luce che si accende dentro di noi: la percezione dell’unicità di una persona che diventerà/ è diventata la propria fidanzata/il proprio fidanzato, la propria moglie/il proprio marito. 

È la percezione della preziosità incomparabile della persona umana che deve la sua grandezza unica al suo essere a immagine e somiglianza di Dio e quindi portatrice della Presenza del Mistero. In questo senso l’amore è un mistero; mistero significa "che dentro un avvenimento umano, e dunque con tutta la povertà e la fragilità propria di ciò che è umano, abita un “qualcosa” di sovra-umano, abitano l’Essere e l’Amore assoluti. Nell’amore di due coniugi cristiani è presente lo stesso amore di Cristo che dona se stesso. E questo fatto è forse la cosa più straordinaria che esista! 

Certo tutte le persone sono a immagine e somiglianza di Dio, dunque tutte conservano lo stupore di una dignità inviolabile, ma nei confronti della persona amata il concetto è ancora più profondo: fra le migliaia di persone che si sono viste, una sola è unica, una sola è stata vista in una luce assolutamente singolare. E questo perché tale persona ha in sé la presenza di una bontà, di una bellezza che rapisce fuori di se stessi, e che attrae. L’orientamento, l’intenzionalità è verso l’altro in se stesso e per se stesso. Non si corre quindi il rischio di concepire l’altro come un soggetto (ma sarebbe meglio dire-oggetto) per soddisfare il mio bisogno. Qui il rapporto non finisce nel consumo, anzi lascia essere l’altro nella sua alterità a causa del suo valore e della sua preziosità che possiede in se stesso". (card. Caffarra) 

Ecco allora che solo la visione cristiana dell’altro è garanzia di  felicità,  ricevendo in dono la capacità di realizzare il vero amore. Tale visione cristiana è la verità sull’amore, custodita nella e dalla Chiesa cattolica. E si tratta di una verità che essa non inventa, non scopre, ma riceve dal Signore. 

"Questa verità suona come rimprovero solo a chi ha già deciso di vivere contro di essa. Per queste persone essa è dura, rigorosa, severa. Ma alle persone che non hanno deciso di vivere contro di essa, ma che semplicemente sentono come essa sia difficile da vivere, la Chiesa dice – non ti preoccupare, non avere paura! Il Signore ti dà la forza di vivere in pienezza la gioia della verità; ti perdona sempre, settanta volte sette, se tu ogni giorno cadessi  settanta volte sette-. In breve, altro è dire –questo non è vero-; altro è dire –è vero ma difficile-”. (card. Caffarra) 

 

La Redazione

 

 

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