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Intervista a PAOLO DEOTTO

La Corsia dei Servi intervista Paolo Deottodirettore del sito internet RISCOSSA CRISTIANA 

 

1 - Perché c’è bisogno di una “riscossa cristiana”?  

Il sito riscossa Cristiana nasce ufficialmente il 30 settembre 2009. L’idea mi girava in testa da tempo, perché vedevo un mondo cattolico sempre più remissivo, quasi desideroso o di sparire o di conformarsi sempre di più al mondo. Credo che la “spinta” finale mi sia venuta dal caso tristissimo di Eluana Englaro. A quei tempi collaboravo col sito Storia libera (www.storialibera.it) e moderavo un forum nel quale la vicenda di Eluana divenne per lungo tempo l’argomento centrale. Ricordo che mi impressionò la scarsa – se non nulla – reazione del mondo cattolico “ufficiale”. Come volle la Provvidenza, nel luglio di quel 2009, a Genova, con un gruppo di pochi amici, si decise di far partire questo Sito, per dare voce ai cattolici non rassegnati e anche per denunciare un altro fatto che sembra non colpire molto la c.d. opinione pubblica, ossia che i cristiani sono perseguitati in tutto il mondo. 

Se nel “civile” mondo occidentale non si usa ancora entrare nelle Chiese a sparare raffiche di mitra, si pretende però che i cattolici siano silenziosi, chiusi a far le loro preghierine, che non facciano, come è loro preciso dovere, opera di apostolato e di denuncia dei mali della Società. 

Parlando della nascita di Riscossa Cristiana non posso dimenticare i due carissimi amici con cui è iniziata l’impresa: Alberto Rosselli, giornalista e storico, e Piero Vassallo, vera colonna della cultura cattolica tradizionale e condirettore del Sito. Posso dire con sicurezza che la Provvidenza ha mostrato la Sua grandezza facendomi incontrare amici bravi e valorosi; le molte ottime firme che si sono aggiunte nel tempo e che onorano il Sito sono un dono per il quale non cesserò mai di ringraziare il Signore. 

Le ragioni che ci hanno spinto a dar vita a Riscossa Cristiana sono tuttora valide; anzi, direi che la situazione è così degenerata in questi ultimi anni da rendere sempre più necessaria una vera “riscossa”.

 

2 - Il sito di RC è intitolato a Santa Edith Stein: tra tanti santi perché proprio lei?  

Il sito è dedicato a Santa Edith Stein (carmelitana martirizzata ad Auschwitz) perché il cammino di questa grande Santa, Patrona d’Europa, è una preziosa indicazione di Fede totale e assoluta in questa epoca di confusione. 

La prima ragione è che Giovanni Paolo II ha proclamato Santa Edith Stein Patrona dell’Europa, elevandola a simbolo di una federazione di popoli animati dalla fede in Gesù Cristo anziché dai mortiferi vaniloqui declinati dalle burocrazie iniziatiche.

In secondo luogo perché Santa Edith Stein ha anticipato e magnificamente vinto la battaglia del pensiero cristiana contro l’ultimo e più insidioso fra gli errori moderni, confutando le teorie nichilistiche di Martin Heidegger e così precostituendo il modello della resistenza al totalitarismo della dissoluzione ancora incombente.

Santa Edith Stein, inoltre, ha imitato Gesù Cristo vivendo eroicamente l’amore per la patria, benché i suoi compatrioti approvassero e sostenessero la tirannia, che calunniava bestialmente e perseguitava senza ragione la minoranza cui ella apparteneva.

Infine Santa Edith Stein, con la sua conversione, ha rappresentato la più alta e vera ragione dell’ecumenismo, la misteriosa meraviglia, che Clemente Alessandrino ammirava nell’unità nella Chiesa, specchio dell’unità divina: “Di tutte le cose uno il Padre, uno il Logos, uno lo Spirito Santo: uno e lo stesso, dovunque”.

 

3 - Riscossa Cristiana si distingue per la sua particolare attenzione all’attualità e a ciò che accade nel mondo politico. Che cosa sta succedendo nel nostro Paese?  

Cosa sta succedendo nel nostro Paese? Non credo di esagerare dicendo che sta dilagando la pazzia, né del resto era possibile che accadesse altro. La pretesa folle dell’uomo di mettere da parte Dio e di scordarsi di essere una creatura, fa sì che si perda la stessa capacità di ragionare. Ci stiamo pericolosamente abituando a idiozie generalizzate che fino a pochi anni fa avrebbero fatto solo ridere, ma che si rivelano tragiche, perché portano al dissolvimento della Società. Se da noi la follia ha camminato un po’ più piano che in altri Paesi occidentali è solo perché l’anima cattolica del popolo è ancora, nonostante tutto, ben radicata. Ma se riflettiamo un attimo su una società che ha distrutto la solidità della famiglia col divorzio, che ammazza i suoi figli (aborto), che arriva a teorizzare mostruosità come la “famiglie omosessuali” (una contraddizione in termini), che non si fa problemi nel proporre un modo sbrigativo per eliminare vecchi e malati (eutanasia), dobbiamo riconoscere che siamo anche al di là della barbarie: siamo in un magma distruttivo, perché il comun denominatore di tutti i cosiddetti nuovi “diritti” è la morte. Duole dirlo, ma la latitanza di tanti cattolici, Pastori compresi, preoccupati di un “dialogo” arrendevole che li renda graditi al mondo ha peggiorato le cose e ha portato la confusione tra gli stessi credenti. 

Ora si cerca di far credere che la vera emergenza del Paese è quella economica; ma questa non è che la conseguenza di una società disumanizzata e impazzita, che non rispetta più la legge naturale, che ripudia Dio e quindi ha come suo esito solo la follia. 

Il Santo Padre richiama ogni giorno alla ragione e alla Fede. Quanti, anche all’interno della Chiesa, lo ascoltano?

 

4 - Quali saranno le sfide e le problematiche più urgenti che riserverà il futuro? 

Il futuro riserva molto lavoro di ricostruzione. Io credo che si dovrà ripartire dalle macerie, salvo che prima del crollo totale di questa società ci si renda finalmente conto del fallimento di tutte le ideologie disumane che hanno intossicato la storia. Dall’eresia luterana in poi si è spezzata l’unità nella vita dell’uomo. Lo scorso secolo è stato devastato dal nazismo e dal comunismo, ma i tempi presenti vedono continuare il massacro; pensiamo al massacro dell’aborto: quanti sono i bambini uccisi in tutto il mondo? Nella sola Italia ormai abbiamo raggiunto i sei milioni. Vediamo anche i potentati economici che non si fanno scrupolo di gettare intere nazioni sul lastrico, generando così ulteriore disperazione e morte. 

Cosa ci riserva il futuro? Io credo che ci riservi il compito di ricostruire la civiltà cristiana, ossia di ricostruire la civiltà. Se ancora la società sarà guidata dal relativismo e dal laicismo più becero, come capita ora, non faremo altro che chiudere un’epoca di sfacelo per aprirne un’altra.

 

5- È ormai risaputo e di assoluta evidenza che la vita umana, soprattutto nel tempo che stiamo vivendo, è sotto attacco dall’individualismo, dal relativismo e da norme legislative che vanno nella direzione opposta alla legge naturale e ai principi non negoziabili indicati dal Papa. È forse per tali motivi che Riscossa Cristiana è impegnata anche nella promozione della Marcia Nazionale per la Vita? Perché questa scelta e perché aderire alla Marcia?  

La Marcia per la Vita è il momento di più grande testimonianza che, finalmente, i cattolici e tutti gli italiani di buona volontà hanno saputo dare. Sono convinto che il prossimo 12 maggio a Roma saremo ancora di più dello scorso anno, perché le persone che amano la vita sono ancora, grazie al Cielo, la maggioranza. Ma questa maggioranza ha bisogno di ritrovare coraggio, di proclamare il suo “no” assoluto alla cultura di morte che sta distruggendo l’umanità. La Marcia serve anche a questo: non solo come testimonianza, ma anche come stimolo ai pavidi (e sono tanti) che per paura, per quieto vivere, accettano in silenzio tanti orrori. Questa maggioranza prenderà sempre più coraggio: prendiamo esempio dagli Sati Uniti, dove ormai la Marcia per la Vita è un avvenimento che vede riunirsi centinaia di migliaia di persone. 

Credo di poter affermare che la Marcia per la Vita è uno dei capisaldi per la salvezza della nostra Società e, con l’occasione, voglio sottolineare quanto dobbiamo essere grati agli amici che si dedicano con tanta generosità, impegno e intelligenza all’organizzazione di questo magnifico evento. 

 

Milano, Aprile 2013

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