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La castità e il dono di se stessi alla persona amata

Donare il proprio corpo a qualcuno non è poca cosa. Anche se il mondo attuale banalizza i rapporti sessuali, riducendoli alla sola dimensione fisica e sensuale, di fatto è “tutta la persona”, in “tutto il suo essere”, ad esserne implicata. 

Un “dono” non è un “prestito”. Ecco perché non si è nella verità se “ci si dona” senza “essersi donati di fatto”! In realtà, l’unione fisica acquista il suo “vero senso” solo quando riflette quel dono personale e definitivo che è il Matrimonio.

Anche se “fuori moda”, i giovani amanti della verità possono decidere di vivere castamente, custodendosi intatti per colui o colei che un giorno accoglieranno come sposoa. Questa nobile scelta comporta lo slancio di un amore che vuole donarsi totalmente, definitivamente, nel rispetto profondo dell’altro.

Anche l’aver avuto rapporti sessuali in passato non esclude la scelta della castità. è questo il “cammino di liberazione” percorso e gustato da Patrizio e Natalia, dei quali riportiamo l’esperienza.

Patrizio: «A vent’anni ho incontrato Natalia. Voleva che arrivassimo casti al matrimonio. Per me era fuori questione, avendo lasciato ogni pratica religiosa. Lei, per farmi piacere, ha quindi accettato d’avere rapporti fisici con me. Alcuni amici praticanti, simpaticissimi, ci hanno invitato a seguire un corso di preparazione al matrimonio che si teneva in parrocchia. Quando è stato trattato il tema della castità, Natalia è rimasta fortemente colpita ed ha osato parlarmene. Le è costato un gran coraggio, perché temeva che la lasciassi. Quanto a me, ciò che ci era stato proposto era bello, ma idilliaco: non faceva per noi. Lei ha insistito: “Credo che si possa provare a viverlo. è importante per me”. Sconvolto, mi sono sentito dire: “Sì”, pensando: “Se ciò le fa piacere, accetto”».

Natalia: «Questa lezione sulla castità mi ha profondamente colpito. Prima, in effetti, non osavo rifiutarmi a Patrizio, perché temevo che mi amasse “per questo” e che mi avrebbe lasciato se non avessi accettato di vivere l’intimità fisica con lui. Quando gli ho proposto di vivere castamente la preparazione al nostro matrimonio, ha accettato di provare, sebbene fosse molto dipendente dai suoi istinti».

I rapporti fisici, infatti, ne creano rapidamente l’esigenza, e così la libertà personale può essere seriamente compromessa; diventa allora più difficile valutare “obiettivamente” la scelta del partner ed, eventualmente, rimetterla in questione. Difatti, come si fa a capire se si ama veramente l’altro, quando ci si dona a lui per “paura di perderlo” o soltanto perché “tutti lo fanno”? Si può forse dire d’essere liberi quando è il nostro istinto, la nostra paura o la nostra affettività a guidare il nostro comportamento? Solo la castità è libertà!... 

 

Sr. Maria Pia D'Anselmo (dalla rivista IL SETTIMANALE DI PADRE PIO)

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