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Quando la Fede viene umiliata e ridicolizzata

[Editoriale n.2 - giugno 2014]

Non possiamo non intervenire in merito alle nuove sconcertanti dichiarazioni di Mons. Nunzio Galantino, vescovo di Cassano allo Ionio e nominato da Papa Francesco Segretario della CEI; ora dal cilindro è apparsa la “Missione scusa” per chiedere venia a tutti (compresi i non credenti... del resto, grazie alla nuova pastorale del Vaticano II, non vi è più l'esigenza e la fatica di convertire chi non crede in Gesù Cristo, con tanti saluti a quei missionari martiri che hanno donato la propria vita per la salvezza delle anime). Ormai si assiste ad una fede sbeffeggiata e umiliata da queste marionette che al soldo di una nuova chiesa, la chiesa postconciliare, dove il ridicolo e la spudoratezza vanno a braccetto, si fanno beffe di un gregge di fedeli stordito che inneggia alla misericordia bergogliana quale sinonimo del “tutto è lecito”. Pastori che conducono il gregge nel burrone: che orrore! Non c'è più fede, questo il dramma del mondo odierno. Non solo le pecorelle sono lasciate a se stesse, ma perfino vengono condotte al macello da coloro ai quali Cristo le ha affidate! Non possiamo tacere e assistere inermi al tradimento e alla demolizione della Fede cattolica, non possiamo renderci complici di ciò che gravemente sta accadendo nella Chiesa di Cristo, non possiamo assistere come ebeti dinanzi allo strazio e alla profonda sofferenza inflitta al Corpo Mistico di Cristo da questi pretacci che hanno venduto l'anima al mondo. Che la Madonna ci soccorra presto, che non ci faccia mancare il suo conforto, e che ci aiuti ad individuare santi sacerdoti, coraggiosi e ancora pieni di Fede!

La Redazione
 


Notizia dal manicomio post-conciliare calabrese: Papa Francesco in Calabria il 21 giugno. la Diocesi lancia la ‘missione scusa’ (Estratto dell’intervista di Amedeo Lomonaco di Radio Vaticana a Mons. Nunzio Galantino)  

CASSANO ALLO IONIO – Si è tenuta nella giornata di ieri a Cassano all’Jonio, in provincia di Cosenza, la conferenza stampa in vista della visita, in programma il prossimo 21 giugno, di Papa Francesco nella cittadina calabrese.

All’incontro hanno partecipato mons. Leonardo Sapienza, reggente della Prefettura della Casa Pontificia, e mons. Nunzio Galantino, vescovo di Cassano all’Jonio.
Il presule, recentemente nominato dal Papa segretario generale della Cei, ha parlato dei contenuti della conferenza stampa e del viaggio del Pontefice.
…(omissis)…

… Come si sta preparando la comunità, la diocesi in vista della visita di Papa Francesco? 
R. -C’è veramente, e non poteva non essere così, un grande entusiasmo.
Ma c’è soprattutto la consapevolezza del dono che è stato fatto a questa Chiesa diocesana in maniera del tutto gratuita, perché evidentemente è una piccola comunità.
Quanto alle preparazioni – oltre a quelle che stanno pianificando i singoli movimenti, le singole parrocchie e le associazioni – abbiamo fatto anche un programma che si chiama “Missione scusa”.
Il Santo Padre ha detto che viene qui per chiedere scusa alla diocesi per aver sottratto il vescovo in alcuni giorni della settimana.
Allora, anche noi ci siamo posti questo problema.
Come vivere la preparazione?
E abbiamo intitolato la missione: “Anche noi vogliamo chiedere scusa”.

D. – A chi chiedere scusa?
R. – Vogliamo chiedere scusa ai poveri per averli lasciati tante volte soli per strada.
C’è allora l’impegno della Caritas nel vedere cosa significhi oggi chiedere scusa ai poveri.
Altra tappa della missione è chiedere scusa ai giovani per non aver dato loro sempre le possibilità per realizzare i loro sogni: così, la diocesi sta mettendo in campo – proprio in vista della visita del Papa-alcuni progetti.
Chiedere scusa ai ragazzi perché spesso abdichiamo dal nostro impegno di educatori.
Poi, chiedere scusa ai non credenti perché tante volte il modo in cui viviamo la nostra esperienza religiosa ignora completamente le sensibilità dei non credenti, per cui facciamo e diciamo cose che molto spesso non li raggiungono, anzi li infastidiscono. 
Quindi, anche noi sul piano pastorale dobbiamo rivedere certi comportamenti, rivedere il modo con cui esprimere la nostra esperienza religiosa, ma anche chiedere scusa al territorio.
Il territorio calabrese è bellissimo ma, purtroppo, è sfregiato dall’egoismo.
Questo è il tipo di percorso di preparazione che stiamo facendo.

D. – A proposito di territori, la Calabria sicuramente trarrà giovamento dalla visita del Santo Padre. 
Qual è il suo auspicio per questa regione?
R. – Sicuramente, trarremo tutti vantaggio dalla parola illuminata, dalla presenza del Santo Padre.
Questa è una regione che ha bisogno di gente che stia un po’ di più per strada per conoscere quali sono le attese delle persone.
Attese che molte volte sono state gridate e vengono ancora gridate ma che altrettante volte purtroppo trovano orecchie molto, molto sorde.
Allora, se si riuscisse ad avere gente capace di ascoltare – e che dall’ascolto faccia poi derivare un impegno più concreto a favore delle categorie di cui parlavo prima- saremmo già a buon punto.

 

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